Colloquio: impara a “parlare male” di te

(di Nicola Giaconi, psicologo e creatore di Job Design. Tempo di lettura 3 min.)

A volte nei colloqui esce ancora questa domanda: quali sono i suoi punti di debolezza?

Che piaccia o no (anche se noi pensiamo che sia una domanda senza troppo senso, e che ormai si è sentita un milione di volte) meglio saper rispondere. E qui è incredibile come molte persone a volte prendono il colloquio di lavoro come una confessione personale, e rispondono in modo disastroso a questa domanda, in modo troppo personale, troppo accorato, perfino drammatico… o si fanno sorprendere perchè ai loro “punti di debolezza” sul lavoro non ci hanno mai pensato.

I punti di debolezza hanno a che fare con i tuoi comportamenti osservabili sul lavoro e la consapevolezza che tu ne hai al fine di migliorarvi, e non sono necessariamente i tuoi “difetti”: quelli li conosce tua moglie o la tua mamma. Quindi lascia stare i tuoi difetti, e chiamali “criticità”, che suona meno patologico.

Il primo consiglio è: rifletti e acquisisci consapevolezza di cosa entra in gioco quando “non funzioni” sul lavoro.

Il secondo consiglio: preparati una risposta in cui associ al tuo punto di debolezza anche il lato positivo di quel comportamento, e aggiungi sempre qualcosa sul modo in cui ci stai lavorando per superarlo. Ad esempio: “in genere tendevo a usare poco la delega con i collaboratori, per presidiare direttamente le cose da fare secondo il mio standard, che è sempre molto alto. Poi ho imparato a modulare il mio stile di management a seconda della situazione e dell’ambiente”.

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.