Colloquio: spiega perché hai cambiato lavoro

Spiega perché hai cambiato lavoro e perché hai scelto ogni nuovo lavoro. Un selezionatore serio indaga i comportamenti, e vuole sapere in che modo decidi, invece che chiedere astrattamente “quali sono i suoi obiettivi a lungo termine” (questa domanda spesso porta a risposte un pò vaghe e scontate). E’ meglio focalizzarsi sugli obiettivi che hai già realizzato: sono le prove di come funzionano in pratica i tuoi valori, cioè che cosa è importante per te e come fai per raggiungerlo. Ricorda la regola: “Se lo hai fatto in passato, ci sono buone ragioni che questo succeda con loro in futuro”.

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.

Usare LinkedIn in azienda

Non occorre essere dei fanatici dei social network: fanno più o meno quello per cui sono stati pensati, ma non possano sostituire aspetti della vita sociale reale che si basano sull’intensità emotiva e relazionale (tra cui la vendita e la ricerca del lavoro). Detto questo, spesso viene chiesto come viene considerato nella propria azienda il fatto di essere su LinkedIn. Penso che si possa rispondere che la partecipazione attiva su LinkedIn non serva solo a recruiter e cercatori di lavoro, ma che sia positiva per la propria carriera e anche per il tuo datore di lavoro, la tua azienda.

Attenzione però se stai cercando lavoro:

– non annunciare su LinkedIn che stai cercando un altro lavoro mentre sei ancora in azienda: ci scusiamo per l’ovvietà, ma abbiamo visto anche questo. A meno che tu non sia d’accordo con l’azienda.

– alcune aziende vietano l’utilizzo di social media sui computer aziendali, quindi segui le regole del tuo posto di lavoro

 

Detto anche questo, ecco qualche considerazione sui vantaggi per la tua azienda e per te:

Per la tua azienda:

Attraverso il tuo network, puoi aumentare la visibilità sul mercato della tua azienda e dei suoi prodotti

Con la partecipazione ai Gruppi LinkedIn puoi aumentare la visibilità della tua azienda e la sua reputazione digitale nel vostro segmento di mercato per la vendita e il recruiting

Con la partecipazione ai Gruppi LinkedIn sia tu che la tua azienda potete approfondire la conoscenza dei competitor

Per te:

– qualsiasi vantaggio nella reputazione digitale della tua azienda si riflette sulle tue possibilità di candidatura e sulla appetibilità delle tue skill nella ricerca di lavoro

– non occorre lodare la tua azienda, o magnificare i suoi prodotti: ti basta citare i prodotti, e nel caso tu voglia cambiare lavoro, continuare a perfezionare la tua reputazione digitale e le tecniche di ricerca del lavoro, in particolare la ricerca informativa e la gestione del networking, fino a che non sarai pronto ad andartene… perché hai trovato un nuovo lavoro.

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.

Ampliare il network su LinkedIn

Se decidi di avere un approccio molto attivo su LinkedIn, e aumentare in massa il numero di contatti, ecco qualche tecnica da considerare:

1) invita gli ex compagni di classe, di tutte le classi. Quando inserisci l’Università che hai frequentato su LinkedIn, puoi cercare tutti quelli che hanno fatto gli stessi corsi. A quel punto cerca anche i nomi di chi era alle superiori con te, e perché no, anche alle medie e alle elementari.

2) Aggiungi i colleghi di lavoro, di tutte le aziende in cui hai lavorato. Anche qui LinkedIn dovrebbe suggerirti i nomi di tutti quelli che hanno inserito le stesse aziende nel loro profilo. Non essere timido, metti anche i tuoi ex capi: spesso sono contenti di connettersi

3) Importa i tuoi contatti mail: quando importi da Gmail, ad esempio, appaiono tutte le persone a cui hai inviato una mail in passato. Attenzione a non cliccare “Invita tutti” una volta che hai concluso l’importazione, ma scegli una per una le persone dalla lista che appare.

4) Pensa a chiunque abbia lavorato con le aziende per cui hai lavorato, e a chiunque abbia avuto rapporti professionali con te: assicuratori, servizi di ristorazione, tecnici, avvocati, palestre

5) Cerca i nomi dei genitori degli amici di scuola dei tuoi figli

6) Parenti: perché no? non sai mai chi potrebbero conoscere

7) Contatti personali, al di fuori del lavoro. Al di fuori del tuo psicoanalista… vanno bene tutti: sport, viaggi, persone incontrate in vacanza, in Chiesa o parrocchia

8) “Persone che potresti conoscere”: LinkedIn ti presenta regolarmente una lista di potenziali contatti. Considera tutti i suggerimenti, e controlla la lista ogni tanto, poiché alcuni nomi cambiano con il passare del tempo

9) Invita anche le persone che conosci, e di cui hai la mail, e che non sono ancora su LinkedIn, a iscriversi e ad accettare il tuo contatto

10) Metti il link al tuo profilo LinkedIn accanto alla tua firma email, e su Twitter

Per finire, un consiglio : quando puoi, inserisci due righe di presentazione invece della richiesta che LinkedIn invia di default. Il senso di questa personalizzazione è di diminuire la sensazione da “robot” dell’invio automatico, e ricordare come e quando vi siete conosciuti, e perché vuoi metterti in contatto. Un esempio: “Abbiamo lavorato insieme / sono stato suo cliente / ci siamo conosciuti in viaggio in Australia / e mi piace restare in contatto con le persone attraverso LinkedIn. Grazie di voler accettare la mia richiesta di connessione. Cordiali saluti.”

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.

Metti alla prova il tuo Personal Branding

Ebbene sì: hai già un personal branding (PB), che tu lo voglia o no, che tu lo sappia o no, semplicemente per il fatto che hai un CV, esisti sui social network (a partire da LinkedIn) o hai un progetto/prodotto di impresa. Detto in due parole, il personal branding serve a comunicare agli altri perché dovrebbero sceglierti. Ecco qualche passo per fare un check della tua immagine e reputazione professionale:

Passo n° 1: la tua reputazione oggi è anche digitale, e la maggior parte delle aziende e dei recruiter usano il web per avere informazioni su di te, prima e dopo il colloquio. Questo può non piacere a chi è cresciuto professionalmente nell’era pre-LinkedIn e pre-social, ma occorre tenerne conto.

Cosa fare: fai un bilancio delle tue risorse professionali, per capire dove sono i punti di forza delle tue proposte lavorative, e essere consapevole dei tuoi punti di debolezza, per fare i cambiamenti necessari a rendere il tuo PB più forte e solido possibile

Passo n° 2: il tuo PB è nella mente degli altri: consiste in quello che percepiscono, pensano e provano gli altri per te.

Cosa fare: gli altri sono i clienti, ma anche il tuo pubblico, i colleghi, i capi, i fornitori. Chiedi e fai tesoro dei feedback per fare i necessari aggiustamenti: il tuo PB non è quello che pensi tu, ma quello che percepiscono gli altri. Puoi avere il miglior prodotto o CV del mondo, ma non lo è se gli altri non lo percepiscono come il migliore.

Passo n° 3: il tuo PB va definito nei dettagli, altrimenti non lo potrai comunicare, e controllare che cosa funziona e cosa non funziona.

Cosa fare: per far capire i punti di forza della tua candidatura, considerala come una offerta di prodotto o servizio. Devi conoscere le caratteristiche e i fattori di eccellenza, e può essere utile saper rispondere a queste domande: chi sei, cosa fai, che risultato porti, come lo fai, a chi ti rivolgi, come lo dici, cosa vuoi che gli altri dicano di te, e che esperienza vuoi che provino.

Passo n° 4: il tuo PB deve essere emozionale e funzionale. Cosa fare: la tua candidatura è funzionale perché quello che proponi deve corrispondere nella sostanza ad una domanda dell’azienda: le tue capacità, le tue conoscenze, le caratteristiche fisiche e tangibili del tuo prodotto o servizio. Emozionale perché deve riflettere le caratteristiche non tangibili, legate ai valori, allo stile, al tipo di ambiente emozionale dell’azienda a cui ti rivolgi.

Passo n° 5: il tuo PB deve essere credibile. Cosa fare: devi dare delle prove che puoi fare quello che comunichi. Le prove sono dati e fatti a supporto dei tuoi comportamenti e dei tuoi risultati concreti nelle tue esperienze passate,  le tue qualifiche e i feedback dei clienti (le aziende per cui hai lavorato).

Passo n° 6: il tuo PB deve essere coerente. Cosa fare: fai attenzione che quello che dici di te corrisponda a quello che fai e che gli altri possono vedere, ogni giorno, dentro e fuori il lavoro

Passo n° 7: il tuo PB non deve essere falso: fare finta di essere quello che non sei per piacere agli altri o ottenere un lavoro è rischioso. Cosa fare: parti sempre dalla tua unicità: quello che sei veramente, e che ti piace fare e che ti riesce bene, e che possa incontrare i bisogni degli altri. Il tuo valore è quello percepito dagli altri e dai loro bisogni: è impossibile far finta di essere e di fare qualcosa che non ti piace per lunghi periodi di tempo.

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.

Identifica le keyword per il tuo profilo LinkedIn

Le keyword che inserisci nel tuo CV e su LinkedIn possono dare un contributo importante alla tua ricerca di lavoro e alla visibilità del tuo profilo. Le parole, i termini che usi hanno un peso nei sistemi di ricerca: con termini meno usati il tuo profilo/CV apparirà di meno. Ecco qualche consiglio di base, sezione per sezione:

1) Residenza e area di lavoro

Non mettere solo il comune di residenza, ma inserisci anche l’area in cui avete intenzione di lavorare: ad esempio Grugliasco, Torino; Schio, Vicenza; Trani, Bari. So che sembra una ovvietà, ma mettere solo il proprio piccolo comune di residenza presupponendo che tutti sappiano in che provincia è collocato non è buona cosa

2) Lingue straniere

Quelle che parli in modo professionale. Non tutti saranno d’accordo, ma in genere il livello “elementare” non interessa a nessuno

3) Diplomi

Diploma, laurea, e post laurea se rilevante per la posizione per la quale ti offri (descritta nel titolo del vostro profilo)

I tuoi obiettivi professionali

4) Il tuo profilo target

Il titolo / job title del lavoro che vuoi deve essere quello più usato dalle aziende per cui vuoi lavorare. Se hai dubbi sul termine più usato, usa tranquillamente lo slash / ad esempio: Senior Administrative Assistant / Executive Assistant. Per conoscere alcune keyword puoi consultare le pagine delle Agenzie per il Lavoro (ad esempio http://www.adecco.it/chi-siamo/business-lines/pagine/default.aspx). Per conoscere le tendenze nell’utilizzo e nella ricerca tramite keyword a livello internazionale puoi consultare (è solo un esempio) i trend pubblicati da Indeed: (http://www.indeed.com/jobtrends) inserisci le keyword che ti interessano, e vedi quale è il loro rating di efficacia e di popolarità

5) Il tuo settore

Il settore industriale o di servizi: sii specifico, cerca sul web sui siti di incontro domanda offerta (vedi punto 4)

Esperienze professionali:

6) Lavoro attuale e passato

Tutte le posizioni che hai avuto sono keyword importanti. Se il nome del tuo lavoro è cambiato negli anni, usa quello che si usa oggi, e usa lo slash / come descritto al punto 4)

7) Azienda attuale

Se lavori metti il nome della tua azienda attuale (a meno che tu non ti stia cercando lavoro in modo confidenziale)

8) Aziende nel passato

Metti le esperienze più significative, e nel caso riunisci esperienze frammentate, per dare il senso della continuità della tua carriera negli ultimi 10 anni.

9) Volontariato

Lo puoi mettere, in particolare se ha qualche relazione con la tua

professione, oppure se sei giovane e vuoi riempire un buco nella successione temporale delle attività

 

Qualifiche professionali e realizzazioni

 

10) Skill / competenze

Metti le 5 skill che possiedi e che sono più usate nel lavoro che vuoi adesso. Non aggiungerne altre: troppe skill danno un

senso di confusione e di scarsa focalizzazione. Per le skill IT invece metti tutte quelle che possiedi, insieme alle certificazioni

 

11) Patenti, licenze, certificazioni hardware e software, norme, ISO, strumenti, tecnologie, corsi Health & Safety

Sono importanti. Se sono specifiche del tuo lavoro e le devi mettere tutte, in quanto sono le keyword tecniche più utilizzate per la ricerca

 

12) Premi, award, riconoscimenti, appartenenza a gruppi e associazioni di settore e professione

In genere si preferiscono quelli rilevanti per il tuo settore e la tua professionalità

 

13) Progetti

Questa parte consente di evidenziare particolari progetti rilevanti ai fini del riconoscimento della tua professionalità. Metti quelli

rilevanti per tipo di realizzazioni e/o di clienti correlati al tipo di lavoro che stai cercando. Anche qui segui la regola generale di

non affastellare progetti su progetti, che rendono difficile o confusa la lettura del tuo profilo (non tutti sono d’accordo su questa

regola, ma io preferisco profili più sintetici e agevoli da leggere)

 

14) Pubblicazioni

Quelle rilevanti per le skill e conoscenze da utilizzare nel tuo prossimo lavoro

 

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.

Accettare tutte le richieste di contatto?

A volte ci chiedono se è il caso di accettare tutte le richieste di contatto su LinkedIn, oppure bisogna limitarsi solo alle persone che si conoscono o con le quali si hanno delle relazioni lavorative. In fondo, si dice, LinkedIn non è Facebook, e ci si aspetta (giustamente) che i contatti abbiano un valore e un significato diverso. Qualcuno può pensare che si prenda LinkedIn come una specie di gioco, o di gara a chi ha più contatti. Se questo può essere vero per alcuni utilizzatori, va detto che la maggior parte delle persone usano seriamente lo strumento per migliorare la propria identità digitale e per ampliare il proprio network professionale. Il consiglio che si può dare è di sfruttare al massimo le possibilità offerte dai social network, sopratutto se si sta cercando un nuovo lavoro. Argomentiamo questa affermazione con qualche considerazione:

1) Accettare nuovi contatti può essere positivo per la ricerca di lavoro

LinkedIn è pensato per collegare le persone attraverso la tecnologia. Il tipo di network che crea è diverso da quello che sperimentiamo quotidianamente nella vita reale, e permette dei collegamenti inizialmente “deboli” che tuttavia sarebbe difficile ottenere attraverso la vita sociale “tradizionale”. Quando si accetta un invito a connettersi, si stabilisce una connessione di 2° grado, o di 3° grado di lontananza con qualcuno che comunque potrebbe aiutarci in futuro: può essere un recruiter, un collega, qualcuno che ha voce in capitolo a proposito di una selezione in una azienda, un possibile mentore. Accettare la connessione significa avere accesso al loro profilo e a informazioni strategiche per la ricerca informativa durante la ricerca del lavoro;

2) Non fare i preziosi

Se si decide di essere su LinkedIn, e abbiamo visto che questo è ormai indispensabile per chi cerca lavoro, tanto vale stare al gioco. Non è il caso di presentarsi al mondo dicendo “Non contattatemi… ho altro da fare”. LinkedIn serve a creare connessioni e a fare conoscere i punti di forza della tua professionalità in modo aperto, con un effetto leva che era impensabile nell’era pre-LinkedIn (penso qualcuno se la ricordi)

3) Poche persone conoscono tutti i loro contatti

D’accordo, ad un primo sguardo non conosciamo le persone che ci contattano, ma nessuno le conosce tutte! Accettare la connessione su LinkedIn permette di sviluppare una relazione che potrebbe dare frutti in futuro, anche se non sappiamo ancora come. Che tu stia cercando lavoro o che stia cercando maggiore visibilità professionale, le nuove connessioni possono essere l’occasione per un approfondimento o qualche domanda. In genere le persone amano parlare di sé e del proprio lavoro: consiglio di proporsi per una breve conversazione dal vivo (ovvero al telefono) dopo lo scambio di saluti di rito, sopratutto se la persona lavora in un settore o in una area professionale che ci interessa.

In conclusione, in un mondo in cui le relazioni e i contatti sono fondamentali sia per la ricerca del lavoro che per la propria reputazione digitale, anche se non possiamo ancora sapere in che modo lo sviluppo delle nostre reti sociali possa dare dei risultati, penso che non abbiamo niente da perdere a utilizzare un po’ del nostro tempo per conoscere e farci conoscere da professionisti nuovi.

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.

Il titolo del tuo profilo LinkedIn

Vedo ancora dei cercatori di lavoro su LinkedIn che si presentano come “disoccupati” e “in cerca di occupazione”. Purtroppo in questo modo sprecano una opportunità. I recruiter e le imprese controllano il tuo profilo LinkedIn prima di un colloquio, e ricevono i risultati delle loro ricerche tramite keyword, che includono anche quello che è pubblicato nel titolo del tuo profilo. E’ utile quindi usare gli strumenti che offre LinkedIn per personalizzare il profilo ai fini del tuo personal marketing:

1) usa le keyword anche nel titolo del tuo profilo

2) usa il profilo per definire non solo quello che hai fatto, ma anche il tuo obiettivo potenziale per il prossimo datore di lavoro. Descrivi il futuro, non solo il passato

3) evita di scrivere solo il tuo job title, ma aggiungi anche le skill principali che possono farti includere in maggiori possibilità di ricerca e tracking

Ecco un esempio che consiglio per chi è in cerca di occupazione:

Giovanni Bianchi.

In cerca di nuova posizione come Product Marketing Manager. 10 anni di esperienza come Direttore Vendite, Positioning e Analisi di mercato.

oppure, se vuoi essere più sobrio

Giovanni Bianchi

Marketing Manager

ma meglio evitare:

Giovanni Bianchi

In mobilità e in cerca di nuova occupazione nel marketing

In questo modo (che è solo un esempio) dai una idea sia del tuo job title che delle principali skill per cui ti proponi. In questo modo dai più informazioni e più keyword. Ricorda che nessuno (purtroppo) cerca consciamente e intenzionalmente un “disoccupato”, quindi questa è una keyword inutile e dannosa. Inoltre, mettere solo il job title (il nome del tuo lavoro attuale o precedente) limita la possibilità di essere cercato. Hai 120 caratteri di spazio per scrivere molte altre cose.

A questo punto puoi pensare alle keyword da inserire nel resto del tuo profilo LinkedIn. Ne parliamo nei prossimi post.

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.

Fai domande all’azienda

Dopo che abbiamo parlato di ricerca informativa ormai hai capito che durante il colloquio non devi parlare solo di te, ma anche e soprattutto di loro: dell’azienda che ti potrebbe assumere. Buone domande all’azienda durante il colloquio servono a questo:

  • ti danno le informazioni di cui hai bisogno per continuare ad esplorare le sfide e i problemi che potresti aiutare a risolvere, non necessariamente in quella azienda;
  • ti fanno immaginare quale potrebbe essere la vita nella nuova azienda e capire se il tuo profilo è congruente con le loro richieste, e se vuoi veramente lavorare lì;
  • permettono all’azienda di vedere come ragioni, come se tu già lavorassi lì;
  • ti permette di capire come ragiona il tuo futuro capo. Qualcuno ha le idee chiare, qualcuno non ha idee, qualcuno non ne vuole parlare: in questo caso puoi decidere se vale veramente la pena di lavorare in un posto in cui non ti fanno capire cosa bisogna fare veramente.
  • continui a migliorare la tua capacità di analisi dei problemi aziendali, indispensabile per continuare la tua ricerca del lavoro
  • fare domande elimina l’impressione che tu stia elemosinando, anzi, è come tu stessi già lavorando con loro: un bel punto di orgoglio!
Domande che puoi fare all’azienda
Quali sono le sfide che aspettano la nuova persona che volete assumere?
Come fate a valutare se il lavoro sarà fatto bene?
Quali sono i clienti esterni più importanti?
Quali sono i prossimi progetti?
Quale è la cosa più difficile da imparare?
Puoi raccontarmi una storia che illustri lo stile di leadership del mio capo?
Quale è il problema più importante che può risolvere per voi la persona che volete assumere?
Cosa devo fare nei primi 3 mesi perché voi siate soddisfatti?
Quale è la parte più creativa del lavoro?
Cosa si aspetta il gruppo di lavoro?
Che sviluppo c’è per questa posizione?
Quale è la tipica settimana di lavoro in questo ruolo? Quante ore vi aspettate che lavori?
Quali sono i compiti per i quali mi dovrò arrangiare da solo?
Quali sono i compiti per i quali devo chiedervi prima, e quelli in cui posso procedere in autonomia?
Quale è il vostro sogno da realizzare, tra 1 anno? Come faremo a capire che si è realizzato?
Mi può raccontare la sua storia professionale? Mi piacerebbe molto saperne di più e conoscerla

I social network: attenzione ai rischi

I social network sono diventati un luogo dove condividere la propria esperienza professionale, e costituiscono il trasferimento su Internet del passaparola e dell’attività di networking, per rispondere ad un crescente bisogno di connessione tra le persone. Ormai tutti i network, anche quelli meno orientati professionalmente, offrono servizi ed occasioni per chi è alla ricerca di lavoro, creando indici e categorie mirate per le richieste di contatto, per le offerte e le domande di lavoro degli iscritti. Come tutti gli strumenti sul web, anche i social network devono essere utilizzati con attenzione, soprattutto oggi che stanno diventando un mezzo importante con cui le aziende e i professionisti della ricerca e selezione completano il quadro informativo sulle potenziali candidature, che nella maggior parte dei casi viene ormai effettuata direttamente da programmi di screening tramite keywords. Per questo bisogna usare cautela. I social network tendono a incentivare anche un uso “ludico” che promuove qualsiasi espressione personale (dagli studi agli hobby…. ai vizi privati!) rendendoli una vetrina potenzialmente pericolosa, che rischia di lasciare alla libera interpretazione del visitatore occasionale caratteristiche di te che possono danneggiare la tua immagine professionale. Attenzione quindi a quello che lasci in evidenza: certamente, nel contesto complesso e irripetibile della tua vita, per chi ti conosce bene, alcune informazioni, foto, affermazioni bizzarre o anticonformiste hanno un senso e un valore: ma ricordati che chi accedesse a quelle informazioni per pochi secondi, alla ricerca di punti deboli, potrebbe a colpo d’occhio farsi una idea di te che non ti piacerebbe, soprattutto se inserita come una potenziale distorsione nello scambio di informazioni durante un colloquio di lavoro. Quindi:

– scegli i social network con attenzione. Oltre a LinkedIn, valuta la piattaforma che intendi usare (Facebook, Twitter, Instagram, Tumblr, per fare degli esempi) e leggi l’informativa sulla privacy. Cerca di scoprire se il sito monitora i contenuti pubblicati dagli utenti. Fornirai informazioni personali al sito web in questione, quindi usa gli stessi criteri che adotteresti per scegliere un sito in cui utilizzare la carta di credito.

– considera che tutto ciò che inserisci in un sito di social networking al momento è permanente. Anche se riesci a eliminare il tuo account, chiunque potrà stampare foto o testi o salvare immagini e video sul proprio computer.

– su Facebook vai in Impostazioni Privacy e rendi privati i tuoi post e le foto (visibili solo agli amici). Le nuove funzionalità di Facebook da ottobre 2015 fanno apparire i tuoi post e i tuoi commenti passati nei risultati di ricerca, anche su Google. Il che significa il mondo intero!

– decidi di usare Facebook esclusivamente per la vita privata e familiare

– fai quindi una scrematura delle amicizie su Facebook, e tieni quelle che attengono realmente all’uso che ne vuoi fare

– non fare a gara nel collezionare amicizie su Facebook senza sapere chi sono e che ruolo vuoi che abbiano nella tua vita e per la tua reputazione digitale

– sii selettivo nell’accettare amici sui social network non professionali. I ladri di identità possono creare falsi profili per ottenere informazioni da te (si chiama social engineering).

– pubblica solo informazioni professionali su LinkedIn e sui forum a cui partecipi. Usa un linguaggio e un tono adulto e professionale

– sui social hai una platea di spettatori superiore a quella di qualsiasi conferenza nella vita reale, ma il problema è che… non li vedi. Quindi conta fino a 10 prima di pubblicare post o commenti personali: le emozioni fanno brutti scherzi, e sui social c’è la tendenza a non valutarne le conseguenze come nella vita reale

– sui social, come in automobile, siamo dietro uno schermo, e abbiamo meno freni inibitori che ci trattengono dall’insultare, biasimare o arrabbiarci, con conseguenze di cui ci si può pentire.

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.

 

Consigli per inserire il tuo annuncio di lavoro

Se stai cercando lavoro come cameriere, baby sitter, insegnante, e lo vuoi segnalare tramite un annuncio di offerta, ecco qualche indicazione per sfruttare al meglio questa possibilità, con un occhio anche alla sicurezza.

Attenzione alle truffe! Ne abbiamo scritto anche in questo post… se ti contatta una azienda (ma anche una persona), inserisci il suo nome, o la sua foto, sui motori di ricerca e controlla i risultati.

Scrivi e dettaglia cosa hai studiato e le tue esperienze coerenti con il lavoro che offri, per comunicare con chiarezza cosa sai e cosa sai fare a chi acquista i tuoi servizi. Sapere che si ha a che fare con una persona competente e affidabile è importante.

Quello che scrivi su di te deve riguardare solo il lavoro che fai. Non descrivere cose troppo personali, nessuno deve essere interessato e nessuno può chiederti informazioni sulla tua vita privata che vanno oltre la tua prestazione professionale. Anche la tua foto deve essere professionale… e basta. Non dare mai altre informazioni di carattere personale durante la trattativa.

Per chiarezza, e per agevolare la trattativa scrivi quanto chiedi di compenso. Chi utilizza i tuoi servizi vuole sapere (più o meno) quanto costi e quanto spenderà. Gli annunci senza “prezzo” non vengono letti e riducono le tue possibilità di riuscire a offrire il tuo lavoro.

Scrivi sempre in quale area geografica sei disposto a lavorare: nel comune, nella provincia, nella regione, oppure fino a quale distanza. Se non hai l’auto e non ti puoi spostare, oppure offri  un lavoro per il quale non servono gli spostamenti, specificalo, per evitare fraintendimenti che possono essere spiacevoli.

Questi brevi consigli parlano dei temi che affrontiamo quotidianamente con le persone che stanno cercando lavoro. Il bilancio delle competenze, i Corsi sulla ricerca del lavoro e il coaching possono migliorare le tue capacità di muoverti sul mercato del lavoro.